Team coaching: quando cambia anche solo una parte dell’insieme

Gli appassionati di puzzle hanno un incubo: il pezzo mancante. Sanno che per vedere l’immagine complessiva comporsi nella sua perfezione tutti i pezzi, nessuno escluso, deve essere presente. Per molti il pezzo mancante diventa il pensiero fisso, la preoccupazione che può catalizzare l’attenzione molto più del riuscire a vedere il disegno nel suo complesso.

Nella mia carriera – di scarsissimo successo – quale “assemblatore di puzzle” sono arrivato a escogitare le soluzioni più assurde per esorcizzare il pensiero del pezzo mancante: sagomare in casa un pezzo ex novo da colorare, riproporzionare il puzzle in modo da escludere l’ingombrante assenza, ritagliare dalla scatola (su cui è riprodotta l’immagine finale) un pezzo corrispondente a quello cercato e, ovviamente, inviare lettere di lamentela alla casa produttrice con richiesta di sostituzione dell’intera scatola.

Eppure sappiamo che, nella quasi totalità dei casi, tutti i pezzi sono presenti. In fondo la vita e il modo con cui l’affrontiamo non è troppo diversa dal mio insano approccio alla sindrome del pezzo mancante.

Non dissimilmente, infatti, capita di pensare che di fronte a un puzzle di individui  (chiamiamolo team, per assoluta semplicità), se qualcosa non torna la soluzione potrebbe essere sostituirci a chi ci sembra mancante (o manchevole), ristrutturare il team nel suo complesso, magari suddividendolo e parcellizzandolo, spostare individui tra team diversi o dal centro alla periferia e viceversa, fino a fare escalation lamentandoci del problema relativo al materiale umano a disposizione con chi riteniamo abbia la responsabilità ultima dell’averlo selezionato e messo insieme.

Non voglio tralasciare LA soluzione definitiva, quella che almeno una volta ha accarezzato, più o meno consapevolmente, ogni mente: se quel puzzle l’avessi prodotto io …, se quell’individuo lo avessi clonato io (magari da me stesso) …

Nei puzzle come nella vita tuttavia non esiste la possibilità dei cloni, o meglio, essa non ha alcun senso. Questo perché un puzzle non è l’immagine finale, ma il gioco di interazione tra le sue parti. Lo stesso per un team: conta (relativamente) poco la struttura, la composizione, finanche le relazioni tra i singoli (so di estremizzare), quanto le interazioni tra essi, vale a dire il gioco degli scambi che avvengono (o non avvengono) tra gli individui.

Quando cambio una parte, vi rinuncio o la sposto, cambia l’insieme e il suo funzionamento e questo soprattutto per effetto della modifica nei flussi di interazione.

Si tratta di un principio tutto sommato intuitivo.

Il cuore della faccenda è un altro: se ci concentriamo nel rimpiazzare il pezzo mancante (o manchevole) con uno che riteniamo più performante (magari fatto in casa, a piacimento o addirittura a nostra immagine e somiglianza) e così pensiamo di aver risolto il problema di completare in modo soddisfacente il disegno (il team), dimostriamo di aver capito davvero poco, di passatempi complessi… come di team!

Con un po’ di fortuna potrebbe andarci bene, ma la vera arte del puzzle (la vera arte della creazione di team performanti) sta nella cura, nell’allenamento dei punti di contatto. Fuor di metafora: un team vincente si costruisce curando le interazioni tra le parti, la loro sincronia, ben più ancora della loro composizione (pur non negando che questa non è indifferente).

Team coaching significa rendere consapevole il team degli schemi che adotta e allenarlo a costruire interazioni davvero funzionali alle forme delle parti esistenti e agli obiettivi ultimi definiti.

In sintesi, tanto per gli hobbisti, quanto per i professionisti della gestione di team (coach, consulenti, facilitatori, manager, etc.) ecco tre consigli:

  1. Guarda il disegno nel suo insieme, non accanirti sulla sua singola componente
  1. Cura i punti di contatto, gli incastri, le interazioni, molto più delle forme individuali
  1. Concediti un atto di saggezza sottraendo la tua attenzione polarizzata dalla ricerca del pezzo mancante: è molto probabile che tu abbia già tutto quello che ti serve!

Per imparare la tecnica e metterla in pratica, il corso di Team e Group Coaching FUTURE, offre le prospettive, l’approccio, le chiavi di lettura e gli strumenti utili. Ti interessa saperne di più? Clicca qua: http://www.futurecoaching.it/corsi/team-coaching

A presto!

Massimiliano Cardani

Partner, FUTURE Coaching Academy Italia


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